Ci sono allenatori che lasciano un risultato e altri che lasciano un ricordo. Pierpaolo Bisoli appartiene alla seconda categoria. Oggi è alla guida della Pistoiese, una società dal grande blasone che riparte dalla Serie D con l’ambizione di tornare rapidamente nei campionati che le competono. E il suo avvio è stato quello che tutti, a Pistoia, sognavano: sei giornate e sei vittorie.
Bisoli, del resto, è uno specialista delle missioni difficili, soprattutto quando si parla di Serie B e di salvezze. A Bolzano lo ricordano bene. Arrivò sulla panchina del Südtirol in una situazione complicata, dopo tre sconfitte consecutive, e riuscì a cambiare volto alla squadra, costruendo una rimonta che sembrava quasi impossibile. Quella stagione 2022-23 rimane una pagina irripetibile nella storia biancorossa: il Südtirol, alla sua prima esperienza in Serie B, arrivò addirittura a giocarsi la semifinale dei playoff contro il Bari, spingendosi al punto più alto mai raggiunto dal club.
Ma oltre ai risultati, di Bisoli a Bolzano è rimasto soprattutto il modo di essere. Verace, diretto, passionale, capace di parlare alla gente senza filtri e di trasformare una squadra in una comunità. Seppe catturare l’anima di una piazza che si riconobbe nel suo allenatore, nelle sue battaglie, nelle sue esultanze e anche nelle sue arrabbiature. Ora quella stessa passione Bisoli la sta portando a Pistoia. Sei vittorie su sei sono un biglietto da visita importante, ma la stagione è ancora lunga. Una cosa, però, è certa: quando c’è da costruire un’impresa, Pierpaolo Bisoli sa come si fa. E a Bolzano, chi lo ha visto da vicino, non lo ha certamente dimenticato.

