Alessio Cragno (Credits FCS)

Cragno, un nuovo ritorno. E stavolta il calcio gli deve un po’ di fortuna

DiDaniele Magagnin

8 Ottobre 2026

Alessio Cragno torna al Südtirol. Un ritorno che va oltre il calcio mercato e che racconta soprattutto la voglia di ripartire di un portiere che negli ultimi anni ha dovuto combattere più con la sfortuna che con gli avversari.
Cragno, classe 1994, è stato per anni considerato uno dei portieri italiani di maggior talento. La lunga esperienza con il Cagliari, le oltre 160 presenze in Serie A, la parentesi al Monza e anche le convocazioni con la Nazionale raccontano il percorso di un estremo difensore arrivato ai massimi livelli del calcio italiano.
Poi, però, è arrivato un periodo terribile. Prima i problemi alla spalla, che lo hanno costretto a un lungo stop, quindi il grave infortunio al tendine d’Achille durante la stagione alla Sampdoria. E quando sembrava finalmente pronto a rimettersi definitivamente alle spalle la sfortuna, ecco un’altra mazzata: nel marzo scorso, proprio con la maglia del Südtirol, la nuova lesione al tendine d’Achille. Un altro lungo percorso di recupero, ancora una volta da affrontare con pazienza, lavoro e determinazione.
È impossibile non ricordare quel giorno a Reggio Emilia. Il Südtirol stava vincendo e Cragno si era fatto male dopo essere uscito dalla propria area. Tommaso Fumagalli si trovò con la possibilità di calciare verso la porta praticamente sguarnita. Sarebbe potuto essere il gol del pareggio. Invece l’attaccante della Reggiana mise il pallone fuori, permettendo ai sanitari di intervenire.
Un gesto di fair play diventato uno dei momenti più belli della stagione. Fumagalli spiegò di aver agito d’istinto, senza pensarci: aveva visto Cragno a terra e aveva semplicemente scelto di fermarsi. Quel gesto gli è valso anche il premio “Costruiamo gentilezza nello sport”.
Quasi un’immagine simbolica: da una parte un avversario che rinuncia a un gol per rispetto dell’uomo, dall’altra un portiere costretto ancora una volta a fermarsi proprio quando sembrava poter tornare protagonista.
Adesso Cragno riparte. E riparte anche da dove aveva dovuto interrompere il suo cammino.
Il Südtirol può rappresentare una nuova pagina, forse la più importante: quella della continuità, della fiducia, del ritorno alla normalità. Perché il talento non è mai stato il problema. Nemmeno il carattere.
A Cragno, semplicemente, il calcio deve ancora qualcosa.
Dopo tanta sfortuna, dopo gli infortuni, dopo mesi di riabilitazione e dopo l’ennesimo percorso di recupero, sarebbe bello vederlo finalmente tornare a fare quello che sa fare meglio: parare, giocare, sorridere e sentirsi di nuovo un portiere.
Perché un talento come Alessio Cragno merita, finalmente, anche un po’ di buona sorte.