Il professor Franco Criscuolo nel "suo" Druso

Bolzano chiamata a rendere eterno il nome del professor Franco Criscuolo

DiDaniele Magagnin

23 Luglio 2026

Il consigliere comunale Christian Battisti presenta la mozione per intitolare il Campo CONI di atletica leggera, o un luogo pubblico cittadino, al fondatore della SAF Bolzano. Un riconoscimento a uno dei più grandi educatori della storia cittadina nel centenario della sua nascita

Ci sono persone che vincono gare. E ci sono persone che cambiano il destino delle persone. Franco Criscuolo appartiene a questa seconda, rarissima categoria. Per oltre sessant’anni il suo nome ha rappresentato un punto di riferimento assoluto per la scuola e per lo sport bolzanino. Centinaia di studentesse e studenti lo hanno conosciuto come docente di educazione fisica. Centinaia di ragazze e ragazzi lo hanno incontrato ogni pomeriggio lungo la pista dello Stadio Druso, dove il cronometro non serviva soltanto a misurare il tempo, ma soprattutto a scandire un percorso fatto di educazione, rispetto, sacrificio, disciplina e crescita personale. Con i suoi modi, con il suo stile, con la sua efficacia. Oggi, a quasi dieci anni dalla sua scomparsa e nell’anno in cui avrebbe compiuto cento anni, la Città di Bolzano ha l’opportunità di trasformare quella straordinaria eredità umana in un patrimonio permanente della comunità.

È questo il significato della mozione depositata dal consigliere comunale Christian Battisti della lista civica “Io Sto con Bolzano”, che propone di avviare l’iter istituzionale per intitolare il Campo CONI di atletica leggera al professor Franco Criscuolo. Qualora l’intitolazione del Campo CONI non risultasse possibile per motivi amministrativi o regolamentari, la proposta individua come alternativa una via, una piazza, un giardino pubblico, un parco, un impianto sportivo o un altro luogo significativo della città, affinché il nome del professor Criscuolo continui a vivere nella memoria collettiva dei bolzanini.

Una scelta che racconta chi siamo

La mozione parte da una riflessione semplice ma profonda: la toponomastica non è soltanto un insieme di nomi sulle targhe stradali. È il racconto della storia di una comunità. Ogni luogo pubblico dedicato a una persona rappresenta un messaggio destinato alle generazioni future, un invito a conoscere chi, con il proprio lavoro silenzioso e quotidiano, ha contribuito a rendere migliore la città. Per questo motivo Christian Battisti propone che Bolzano renda omaggio a uno dei suoi educatori più autorevoli.

«Le città hanno il dovere di custodire la memoria delle persone che hanno saputo costruire il bene comune senza cercare notorietà o riconoscimenti personali. Franco Criscuolo appartiene a questa categoria di uomini. Ha dedicato tutta la propria esistenza ai giovani, alla scuola e allo sport. Intitolargli un luogo pubblico significa ringraziare una vita spesa al servizio degli altri e indicare alle nuove generazioni un esempio autentico di responsabilità, competenza e umanità. I dirigenti e i tecnici di ieri e oggi della SAF Bolzano, a cominciare da Alessio Fuganti, Mirco Flaim, Stefano Sartori e tutta la famiglia della “Nuvola rossa” so per certo chhe condividono l’idea e lo stesso sono convinto sia nel pensiero di tutte e tutte le atlete  gli atleti della SAF Bolzano, a cominciare da Paolo Valt, oggi presidente della Fidal altoatesina, ieri valoroso atleta del club».

Il professore che ha educato una città

Nato a Bolzano nel luglio del 1926, Franco Criscuolo è stato molto più di un insegnante. È stato uno straordinario educatore. Ha insegnato educazione fisica nelle scuole Foscolo, all’ITIS e ai Franziskaner, lasciando un ricordo indelebile in migliaia di studenti che ancora oggi ne ricordano il rigore, la preparazione, la correttezza e la straordinaria capacità di trasmettere valori destinati a durare per tutta la vita.

Pretendeva molto.

Ma pretendeva perché credeva profondamente nei giovani. Dietro l’apparente severità viveva una sincera attenzione verso ogni ragazzo, accompagnato lungo un percorso educativo che andava ben oltre il risultato sportivo o scolastico.

Per lui lo sport era una scuola di vita. La palestra era un’aula. La pista di atletica era un luogo dove imparare il rispetto delle regole, la solidarietà, la lealtà, la dignità della persona e il valore del sacrificio.

Il padre della SAF Bolzano e un pioniere dello sport femminile

Il nome di Franco Criscuolo è indissolubilmente legato alla nascita della Società Atletica Femminile Bolzano (SAF). Era il 12 febbraio 1953 quando decise di fondare una società dedicata esclusivamente alle donne. Una scelta rivoluzionaria. In un’epoca nella quale l’attività sportiva femminile trovava ancora enormi ostacoli culturali e organizzativi, Criscuolo ebbe la lungimiranza di credere nelle ragazze, offrendo loro una casa sportiva, un progetto educativo e una prospettiva che allora sembravano impensabili. Quella decisione, oggi letta con gli occhi del presente, rappresentò una vera anticipazione dei principi di pari opportunità e inclusione che guidano lo sport contemporaneo. Da quella intuizione nacque una delle società più prestigiose dell’atletica italiana. Nel corso dei decenni la SAF Bolzano avrebbe formato centinaia di atlete e, successivamente, anche di atleti, conquistando titoli italiani, convocazioni in nazionale e risultati di assoluto prestigio. Ma il successo più grande non è mai stato scritto nelle classifiche. È stato scritto nella crescita umana delle persone.

Sessant’anni trascorsi a bordo pista

Lo Stadio Druso è stato la sua seconda casa. Prima sulla terra battuta. Poi sulla carbonella. Infine sul tartan. Per oltre sessant’anni Franco Criscuolo ha vissuto ogni stagione dell’atletica bolzanina con la stessa passione del primo giorno. Chi lo ha conosciuto ricorda ancora oggi la figura elegante, il cronometro sempre in mano, gli immancabili occhiali, le lunghe camminate lungo la pista, il carattere fermo ma giusto, la capacità di correggere senza umiliare e di pretendere il massimo perché convinto che ogni ragazzo potesse dare molto di più di quanto immaginasse. Sotto la sua guida sono cresciuti atleti che hanno vestito la maglia azzurra e conquistato titoli nazionali. Ma soprattutto sono cresciuti uomini e donne che ancora oggi riconoscono in lui il maestro che ha contribuito a formarli come persone.

Una memoria che appartiene all’intera comunità

Sono trascorsi quasi dieci anni dalla sua scomparsa. Il tempo non ne ha cancellato il ricordo. Lo ha rafforzato. Ex studenti, ex atleti, dirigenti sportivi, colleghi insegnanti, famiglie e semplici cittadini continuano a riconoscere nel professor Criscuolo una delle figure più importanti della storia educativa e sportiva di Bolzano. La mozione propone anche il coinvolgimento della SAF Bolzano, della FIDAL, del CONI, delle istituzioni scolastiche, delle consulte dello sport e degli ex allievi affinché contribuiscano alla ricostruzione documentale della sua straordinaria attività, in vista di una cerimonia pubblica che diventi un momento di memoria condivisa per l’intera città.

Il valore simbolico del Campo CONI

Se esiste un luogo che racconta la vita del professor Criscuolo, quello è il Campo CONI.Lì sono cresciute generazioni di atleti. Lì si sono consumati migliaia di allenamenti. Lì sono stati trasmessi valori che ancora oggi rappresentano il patrimonio più prezioso dello sport bolzanino. Intitolargli proprio quel luogo significherebbe restituire simbolicamente il professor Criscuolo alla sua casa. E qualora ciò non fosse possibile, qualsiasi altro luogo pubblico della città avrebbe comunque il compito di custodire una memoria che appartiene a tutti.

“Un atto di giustizia morale”

«Non chiediamo soltanto di dedicare un luogo pubblico a un grande insegnante e a un grande allenatore – conclude Christian Battisti –. Chiediamo alla città di riconoscere uno dei suoi più straordinari costruttori di comunità. Franco Criscuolo ha insegnato che il successo non coincide con una medaglia, ma con la capacità di lasciare un segno positivo nella vita degli altri. È questo il patrimonio che vogliamo consegnare alle nuove generazioni. Intitolargli il Campo CONI o un altro luogo pubblico non rappresenterebbe soltanto un atto amministrativo. Sarebbe un atto di gratitudine, di memoria e di giustizia morale nei confronti di un uomo che ha fatto della scuola, dello sport e dell’educazione la missione della propria esistenza.»

Nel centenario della sua nascita, Bolzano è chiamata a compiere una scelta che va ben oltre la toponomastica. È chiamata a decidere quali esempi desidera consegnare al futuro. Perché i luoghi pubblici raccontano la storia di una città. Ma soprattutto raccontano i valori nei quali una comunità sceglie di riconoscersi.

E il professor Franco Criscuolo, maestro di sport, educatore di vita e fondatore della SAF Bolzano, è uno di quei nomi che meritano di restare impressi non soltanto su una targa, una via, una strada, un mezzobusto, ma nella coscienza collettiva di un’intera città.