Gianni Sartori sulla Gazzetta di oggi, con il Bolzano e nel Milan

Gianni Sartori, dall’AC Bolzano ai grandi successi nell’Italcalcio

DiDaniele Magagnin

7 Giugno 2026

La Gazzetta dello sport di oggi dedica una pagina intera a Giovanni Sartori, 69 anni, direttore dell’area tecnica del Bologna, artefice della recente ascesa dei felsinei, dopo essere stato protagonista per diversi anni ricchi di soddisfazioni all’Atalanta e artefice del cosiddetto “Miracolo Chievo”, ovvero della scalata dei clivensi veronesi dalla serie C alla Champions League.

Uno dei più grandi dirigenti del calcio italiano
Sartori, personaggio schivo, poco incline ad apparire in tv o sui giornali, è uno dei più grandi dirigenti sportivi dell’Italcalcio. Pochi sanno che il dirigente sportivo nato a Lodi, 31 marzo 1957 ha trovato a Bolzano il suo trampolino di lancio come calciatore. Andiamo con ordine: Gianni, calciatore professionista dalla seconda metà degli anni settanta fino a fine anni ottanta, vanta 7 presenze in Serie A, 89 presenze e 19 reti in Serie B e lo scudetto della stella col Milan di Gianni Rivera nella stagione 1978-1979.
Cresce calcisticamente nel Milan, esordisce in prima squadra il 22 giugno 1975 in Juventus-Milan 2-1 di Coppa Italia, entrando nel secondo tempo e segnando una rete. Nella stagione 1975-1976 i rossoneri lo cedono in prestito al Venezia, in Serie C. Coi lagunari segna le prime reti della sua carriera, 6 gol in 25 partite. Nel successivo campionato gioca con l’Udinese, sempre in C, 11 partite segnando 2 reti.

Capocannoniere del Bolzano di Lamberti nel 1977-78
Nella stagione 1977-1978 è capocannoniere del Bolzano, 11 marcature in 29 presenze in Serie C nella squadra di mister Francesco Lamberti, il bresciano grande conoscitore di calcio destinato poi al ruolo di d.s. a Como e Brescia ai massimi livelli. In quel Bolzano creato proprio da Cecco Lamberti, ci sono Bico Paese tra i pali con vice Gianni Dalla Costa, in difesa Cappelloni, Ciano Concer, Giusto, Merlo, capitan Scolati e Venturi (poi in A e B), in mezzo al campo Maurizio Odorizzi, Gianni Ventura, Busnardo, Federici, Gavazzoni. Ghiro e Perissinotto, in avanti Vanni Rossi, Vorazzo, Chizzali e Neumair.

Lo scudetto della Stella con il Milan di Rivera
Il Milan riprende Sartori (al tempo si poteva) nelle ultime partite di stagione, per impiegarlo in Coppa Italia, e Gianni, sul neutro del Bentegodi di Verona, segna il gol del pari in Milan-Napoli, 10 maggio 1978. Nel campionato 1978-1979 debutta in Serie A, partecipa alla conquista del decimo scudetto del Milan. Poi due anni in B nella Sampdoria: nel 1979-1980 segna 9 reti in 27 partite, nel 1980-1981 2 reti in 18 presenze. Nella stagione 1981-1982 segna 6 reti con la maglia della Cavese. L’annata successiva è all’Arezzo e disputa il suo ultimo campionato di Serie B 1982-1983, segnando in Milan-Arezzo 2-1. Nel 1983 va alla Ternana, in C1 e segna 3 gol in 21 partite.

Al Chievo da giocatore e da artefice del “Miracolo”
Nell’estate del 1984 è acquistato dal Chievo, formazione Interregionale. Al primo campionato in maglia gialloblù segna 11 reti, mentre nella stagione di Campionato Interregionale 1985-1986 dà, con 17 marcature, un contributo per l’approdo in Serie C2. Il campionato Serie C2 1986-1987 è il primo del Chievo nei professionisti: Sartori gioca 28 partite, segna 5 gol, gli ultimi della sua carriera. Nel campionato di Serie C2 1987-1988 scende in campo 19 volte senza segnare. L’annata successiva partecipa alla promozione in Serie C1 dei clivensi nelle vesti di giocatore (9 presenze, nessun gol) e vice del tecnico Gianni Bui. Il capitano di quel Chievo è il trentino Rolando Maraz, poi allenatore di spicco, da qualche giorno c.t. della nazionale albanese e in squadra ci sono anche Werner Seeber, Maurizio D’Angelo e tanti altri giocatori importanti.
Ritirato dall’attività agonistica nel 1989, è allenatore in seconda della squadra fino al campionato di Serie C1 1990-1991. Nel 1992, alla scomparsa di Luigi Campedelli, di cui era consigliere personale, il nuovo presidente Luca Campedelli lo promuove a direttore sportivo del Chievo. Nel corso degli anni Sartori realizza il “Miracolo Chievo” con poche risorse acquista giocatori che in maglia clivense esplodono e diventano importanti o si rilanciano alla grande: Corini, Corradi, Perrotta, Marchegiani, Bierhoff e tanti altri, oltre a giovani sconosciuti: Amauri, Barzagli, Legrottaglie, Constant eccetera. Con mister Luigi Delneri conquista la A e vi resta, arriva ai preliminari di Champions League, a due partecipazioni alla Coppa UEFA e alla vittoria di un Campionato Primavera.

I successi con Atalanta e Bologna
Il 7 luglio 2014, dopo oltre vent’anni nei quadri dirigenziali clivensi e passa all’Atalanta, contribuendo a due qualificazioni all’Europa League e a tre qualificazioni alla Champions raggiungendo i quarti di finale nel 2019-2020 oltre a due finali di Coppa Italia perse. Il 31 maggio 2022 diviene responsabile dell’area tecnica del Bologna e nella stagione 2023-2024 con la squadra guidata da Thiago Motta si qualifica per la Champions League. Motta passa alla Juve e Sartori individua in Vincenzo Italiano il nome ideale per la panchina rossoblà: il 14 maggio 2025 il Bologna batte in finale il Milan per 1 a 0 e conquistando la terza Coppa Italia, a 51 anni di distanza dalla precedente. Chapeau Gianni!