I presidenti uscenti di Fisi e Fisg, Flavio Roda e Andrea Gios

Fisi e Fisg, il paradosso dei presidenti: a Roda e Gios i successi olimpici non bastano per restare in sella

DiDaniele Magagnin

11 Ottobre 2026

I grandi risultati sportivi non garantiscono la riconferma. È il messaggio che arriva dalle vicende elettorali della Federazione Italiana Sport Invernali (FISI) e della Federazione Italiana Sport del Ghiaccio (FISG), accomunate dal mancato raggiungimento del quorum necessario per confermare alla presidenza due dirigenti storici come Flavio Roda e Andrea Gios. Due storie diverse, ma con un denominatore comune: anche dopo importanti risultati sportivi, il consenso elettorale può non essere sufficiente per proseguire il proprio mandato.

A Verona, il 10 ottobre, Flavio Roda non è riuscito a ottenere il quarto mandato consecutivo alla guida della FISI. Dopo quattordici anni al vertice della federazione, il presidente uscente ha raccolto 48.015 voti, pari al 57,88% dei consensi validamente espressi. Un risultato significativo, ma inferiore al 66,67% richiesto per superare il limite dei tre mandati consecutivi. Anche gli altri candidati, Antonio Rosario Maria Noris e Roberto Bortoluzzi, non hanno raggiunto la maggioranza necessaria per essere eletti. L’assemblea si è quindi conclusa senza un nuovo presidente, aprendo la strada a una nuova tornata elettorale.

Una conclusione che arriva al termine di un ciclo olimpico particolarmente importante per gli sport invernali italiani, culminato nei Giochi di Milano-Cortina 2026. I risultati ottenuti dagli atleti rappresentano un patrimonio sportivo di grande valore, ma non si sono tradotti in una maggioranza sufficiente a garantire la permanenza di Roda alla guida della federazione.

Un copione per certi versi analogo a quello vissuto da Andrea Gios alla FISG. Nell’assemblea elettiva del 25 luglio, a Bolzano, il presidente uscente aveva raccolto 1.315 voti, pari al 63,95% dei consensi validamente espressi. Una maggioranza ampia, ma non sufficiente per ottenere il quarto mandato consecutivo, per il quale era necessaria la soglia dei due terzi. Anche in quel caso, nessun candidato era riuscito a essere eletto e la federazione era rimasta senza una nuova presidenza designata.

La differenza è nella successione degli eventi: per la FISG è stata convocata una nuova assemblea per il 24 ottobre, con Federica Manzoni Pesenti e Thomas Rottensteiner candidati alla presidenza. Gios non figura tra i candidati presidenti, mentre si è candidato alla vicepresidenza.

Due vicende che riportano al centro una questione fondamentale della governance sportiva: il rapporto tra risultati agonistici, consenso della base e necessità di rinnovamento. Le medaglie, i titoli e le prestazioni degli atleti sono il biglietto da visita di una federazione, ma non esauriscono il giudizio sull’operato di chi la dirige. Alla fine, sono le regole statutarie e il voto degli aventi diritto a determinare la continuità o il cambiamento.

Per Roda e Gios, dunque, il mancato raggiungimento della soglia richiesta ha segnato la fine del percorso verso un nuovo mandato presidenziale. Resta il valore dei risultati sportivi conseguiti durante le rispettive gestioni, ma si apre una nuova fase per entrambe le federazioni. Una fase nella quale il futuro degli sport invernali e del ghiaccio italiano dipenderà dalla capacità di coniugare i successi agonistici con una governance capace di raccogliere il consenso e la fiducia dell’intero movimento.