Sessant’anni di pura leggenda. Il 14 agosto 1966, sulle nevi di Portillo, in Cile, Carlo “Carletto” Senoner, talento di Selva di Val Gardena, conquistava la medaglia d’oro nello slalom speciale ai Campionati del mondo di sci alpino. Un’impresa destinata a entrare nella storia dello sport italiano e altoatesino.
Dalle Ande alle Dolomiti, quella vittoria racconta un legame profondo con la neve, con la montagna e con una tradizione sportiva che in Val Gardena affonda le proprie radici. Senoner, allora poco più che ventenne, riuscì a trasformare talento, coraggio e determinazione in un risultato destinato a rimanere unico per il significato che ebbe per lo sci italiano.
Quella giornata di Portillo segnò infatti una svolta: Carlo Senoner diventò il primo italiano a conquistare il titolo mondiale nello sci alpino. Un trionfo ancora più significativo perché arrivato dopo una carriera segnata anche da importanti infortuni, dai quali il campione gardenese seppe sempre rialzarsi.
Sessant’anni dopo, il suo nome continua a evocare una delle pagine più belle dello sci altoatesino. Un anniversario che non è soltanto la celebrazione di una medaglia, ma il ricordo di un atleta che ha rappresentato ai massimi livelli la Val Gardena, l’Alto Adige e l’Italia.
Da Portillo alle Dolomiti, sessant’anni dopo, quella vittoria resta leggenda. E Carlo “Carletto” Senoner rimane uno dei grandi protagonisti della storia dello sci italiano.
Carlo Senoner nasce a Selva di Val Gardena il 24 ottobre 1943, in una numerosa famiglia ladina legata allo sci e all’attività alberghiera. È fratello di Inge Senoner, anche lei sciatrice alpina, e proprio sulla neve della Val Gardena comincia fin da bambino a costruire quella che sarebbe diventata una delle pagine più importanti della storia dello sci altoatesino e italiano.
Polivalente, precoce e dotato di un talento naturale, Senoner si affaccia giovanissimo alle competizioni internazionali. Nel 1958, ancora quattordicenne, debutta all’Internationalen Adelbodner Skitage di Adelboden, classificandosi 26° nello slalom gigante e 29° nello slalom speciale. Nello stesso anno conquista il titolo italiano juniores nello slalom gigante. Un anno più tardi, a soli sedici anni, arriva un altro importante riconoscimento: il titolo europeo juniores, allora non ufficiale, e soprattutto il titolo italiano assoluto nello slalom speciale.
È il segnale che quel ragazzo di Selva è destinato a confrontarsi con i migliori. Entrato nella nazionale italiana, nel 1960 partecipa ai Giochi olimpici invernali di Squaw Valley, diventando il più giovane atleta italiano della spedizione. Nello slalom gigante chiude al 17° posto, mentre nello speciale è 13°. Poco dopo completa la sua esperienza americana con il terzo posto nella combinata della Harriman Cup di Sun Valley e il terzo nello slalom speciale degli International American Championships di Stowe.
La crescita prosegue negli anni successivi. Nel 1961 Senoner firma una prestigiosa doppietta alla 3-Tre di Madonna di Campiglio, imponendosi sia nello slalom gigante sia nello slalom speciale e conquistando anche il terzo posto nella combinata. Nel 1962 è protagonista ai Mondiali di Chamonix: 26° nella discesa libera, sesto nello slalom gigante, settimo nello speciale e quarto nella combinata. Nello stesso inverno arrivano anche il terzo posto nello slalom speciale dell’Otto Furrer Memorial e il secondo nel Gornergrat Derby di Zermatt.
Il 1963 è un’altra stagione di rilievo. Alla 3-Tre conquista la combinata, è terzo nella discesa libera e nello slalom speciale. A Zermatt vince poi la discesa libera dell’Otto Furrer Memorial, mentre ad aprile chiude secondo nello slalom gigante di Bad Hindelang.
La sua carriera, però, deve fare i conti anche con la durezza dello sport agonistico. Un infortunio gli impedisce di partecipare ai Giochi olimpici di Innsbruck del 1964. Senoner riesce comunque a tornare alle gare già nella parte finale di quella stagione, confermando una straordinaria capacità di reagire alle difficoltà.
Nel 1965 arriva un nuovo, grave incidente. Durante la discesa libera dei Campionati italiani all’Abetone si procura una seria lesione ai legamenti. Ancora una volta sembra tutto compromesso, ma Senoner non si arrende. Torna in pista nella stagione successiva e proprio nel 1966 arriva il momento destinato a consegnarlo definitivamente alla storia.
Ai Mondiali di Portillo, in Cile, Carlo Senoner conquista infatti la medaglia d’oro nello slalom speciale. È un successo storico: il gardenese diventa il primo italiano campione del mondo nello sci alpino e, in quella rassegna iridata, anche l’unico vincitore non francese. Una vittoria che assume un significato ancora più grande perché arriva dopo gli infortuni e le difficoltà che avevano segnato le stagioni precedenti.
Il trionfo di Portillo rappresenta il punto più alto di una carriera costruita sulla versatilità, sulla tecnica e soprattutto sulla capacità di rialzarsi. Senoner partecipa anche alla discesa libera iridata, chiudendo al 20° posto.
Nel 1967 è tra i protagonisti della prima stagione della Coppa del Mondo di sci alpino. Debutta nel massimo circuito internazionale il 5 gennaio nello slalom speciale di Berchtesgaden, dove chiude quinto, risultato che resterà il migliore della sua esperienza in Coppa del Mondo. Nello stesso anno conquista anche il terzo posto nello slalom speciale della Coppa dei Paesi alpini a Badgastein.
L’ultima gara di Coppa del Mondo arriva il 21 gennaio 1968 a Kitzbühel, ancora in slalom speciale, con un nono posto. Poche settimane più tardi Senoner torna ai Giochi olimpici, questa volta a Grenoble. È la sua ultima partecipazione olimpica e, di fatto, il congedo dalle grandi competizioni internazionali. Non riesce a concludere lo slalom speciale.
La carriera agonistica si chiude ai Campionati italiani del 1968, a Santa Caterina Valfurva, dove ottiene un quarto posto sia nello slalom gigante sia nello slalom speciale. Il campione di Portillo lascia così le competizioni, ma non abbandona il mondo che lo ha accompagnato per tutta la vita.
Tornato nella sua Selva di Val Gardena, Senoner si dedica all’attività alberghiera. Anche il nome scelto per la sua struttura racconta la storia di quell’impresa sportiva: l’Hotel Chalet Portillo, poi diventato Hotel Portillo Dolomites, è un omaggio al luogo della vittoria che lo ha consacrato campione del mondo.
La storia di Carlo Senoner è quella di un atleta che ha attraversato una fase di profonda trasformazione dello sci alpino: dagli anni pionieristici della nazionale italiana alla nascita della Coppa del Mondo, passando attraverso Olimpiadi, Mondiali e grandi classiche internazionali. Ma soprattutto è la storia di un ragazzo della Val Gardena capace di trasformare il talento e la determinazione in un’impresa destinata a rimanere nella memoria dello sport italiano.
A Portillo, nel 1966, Carlo Senoner non vinse soltanto una gara. Aprì una strada. Fu il primo italiano a salire sul tetto del mondo dello sci alpino e il suo nome rimase così legato per sempre alla storia della neve italiana e alla grande tradizione sportiva della Val Gardena.

