A quasi trent’anni da quel tragico 6 novembre 1997, la memoria del giovane difensore stroncato a soli 21 anni da una frana a Pont d’Aël resta un legame indissolubile per il mondo dell’hockey italiano.
Ci sono date che rimangono congelate nel tempo, ferite aperte che nemmeno il passare dei decenni riesce a rimarginare del tutto. Per il mondo dell’hockey su ghiaccio italiano, quella data è il 6 novembre 1997. Un tranquillo pomeriggio autunnale in cui la giovane e promettente vita di Igor Loro, difensore ventunenne cresciuto nel vivaio del Bolzano, venne spezzata tragicamente lungo la strada regionale 47 verso Cogne, in Valle d’Aosta.
Quella maledetta frana a Pont d’Aël
Loro, stecca sinistra e classe 1976, si era trasferito in estate all’HC Courmaosta dopo aver festeggiato due scudetti consecutivi con la maglia biancorossa del “suo” HC Bolzano. Quel pomeriggio stava viaggiando in auto insieme ai compagni di squadra Nicola Conforti e Patrick Timpone. Erano a soli duecento metri da casa, diretti agli allenamenti, quando all’altezza di Pont d’Aël un masso franò dalla montagna sovrastante, sfondando il tettuccio del veicolo e colpendo Igor, che morì sul colpo. I compagni si salvarono, ma il trauma di quegli occhi e di quel destino spezzato è rimasto impresso per sempre in chi c’era.
Il ricordo che unisce le comunità. A distanza di anni, il ricordo di Igor Loro non è sbiadito. Sul luogo dell’incidente, gli amici e la comunità valdostana hanno eretto una lapide commemorativa che ogni anno diventa meta di un silenzioso pellegrinaggio. Ma è sul ghiaccio che la sua eredità sportiva e umana continua a battere forte.
Il segno più tangibile di questa memoria è il Memorial Igor Loro, il torneo internazionale giovanile Under 12 istituito a Bolzano. Una manifestazione che nel tempo è cresciuta fino a radunare centinaia di giovanissimi atleti provenienti da tutta Europa e non solo, trasformando un dolore immenso in un’occasione di festa, sport e amicizia, esattamente nello spirito che caratterizzava il giovane difensore. Anche alla Patinoire di Aosta le “vecchie glorie” locali e i compagni di allora non hanno mai smesso di scendere sul ghiaccio per partite amichevoli in suo onore, vestendo tutti la stessa casacca: il numero 4 con il nome di Igor stampato sulle spalle.
Igor Loro non sapremo mai se fosse un predestinato, sicureamnente era un ragazzo che ce l’aveva fatta con il lavoro e la dedizione. Il suo viaggio si è fermato troppo presto su una strada di montagna, ma finché ci sarà un disco a scivolare sul ghiaccio e un bambino a inseguire quel sogno, il suo sorriso non sarà mai dimenticato.

