Robert “Bob” Oberrauch, il capitano del Bolzano che ha segnato un’epoca compie 61 anni

DiDaniele Magagnin

5 Novembre 2026

6 novembre: Robert Oberrauch compie 61 anni! Per il mondo dell’hockey italiano è Bob, il difensore mancino che ha legato quasi tutta la propria carriera al Bolzano e che, con la maglia azzurra, è stato per anni uno dei volti più riconoscibili della Nazionale. Nato a Bolzano nel 1965, alto 188 cm, ha attraversato da protagonista una stagione di grandi successi per il club biancorosso e per l’hockey italiano.

La sua storia sul ghiaccio comincia giovanissimo con il Bolzano, dove debutta nel 1982, accompagnato per mano dal mitico Gino Pasqualotto. Dopo le prime stagioni in Italia, nel 1985-86 si trasferisce in Canada per fare esperienza nella Western Hockey League, una lega giovanile nordamericana. Gioca con Kamloops Blazers, Moose Jaw Warriors e poi con i Seattle Thunderbirds, collezionando complessivamente 41 presenze e 19 punti. Al rientro diventa un riferimento della difesa bolzanina, distinguendosi per continuità e per la capacità di contribuire anche alla manovra offensiva.

La parentesi lontano dall’Alto Adige dura una sola stagione: nel 1989-90 veste la maglia dei Devils Milano di Silvio Berlusconi, con 12 reti e 24 assist in 46 partite. Poi torna al Bolzano, dove resta fino al termine della carriera, nel 1998. In biancorosso conquista otto scudetti: nel 1983, 1984 e 1985, quindi nel 1988 e, dopo una nuova stagione di successi, dal 1995 al 1998. Al palmarès si aggiungono l’Alpenliga del 1994 e il Torneo delle sei nazioni del 1995. Sono anni in cui Oberrauch diventa una presenza stabile nella squadra e parte di una generazione capace di consolidare il Bolzano ai vertici dell’hockey nazionale.

Il suo contributo non si limita ai trofei. Nel corso delle stagioni con il club mette insieme 423 presenze di campionato e playoff, con 70 gol e 256 assist, per un totale di 326 punti, secondo le statistiche riportate nella sua carriera. Numeri che raccontano un difensore coinvolto nella costruzione del gioco e capace di incidere anche in attacco.

In Nazionale esordisce il 5 marzo 1986, in un’amichevole contro l’Austria. Segna la sua prima rete azzurra pochi mesi dopo, il 5 settembre, nella vittoria per 6-2 contro la Cina a Harbin. Tra il 1986 e il 1998 raccoglie 187 presenze, otto gol e 32 assist. Negli anni Novanta indossa a lungo la fascia di capitano e accompagna l’Italia in un periodo di crescita e di confronti con le principali selezioni internazionali.

Partecipa a tre edizioni consecutive dei Giochi olimpici invernali: Albertville nel 1992, Lillehammer nel 1994 e Nagano nel 1998. Con la Nazionale disputa inoltre i Mondiali di Gruppo B del 1987, 1989, 1990 e 1991, e quelli di Gruppo A del 1992, 1993, 1994, 1995, 1996 e 1998. Nel 1991 l’Italia conquista il titolo del Gruppo B in Jugoslavia. La sua carriera agonistica si chiude al termine della stagione 1997-98, dopo oltre un decennio ai massimi livelli.

Il riconoscimento del suo peso nella storia dell’hockey italiano arriva anche nel 2020, quando la federazione internazionale lo inserisce nella formazione ideale italiana di tutti i tempi, insieme a Mike Rosati, Armin Helfer, Lucio Topatigh, Roland Ramoser e Mario Chitarroni.

Dopo il ritiro, Oberrauch resta vicino allo sport e al Bolzano. Nel 1999-2000 è direttore sportivo del club, nel 2001 ne assume per un breve periodo la guida tecnica e ricopre poi due volte la carica di vicepresidente: dal 2000 al 2002 e dal 2008 al 2010. Parallelamente si dedica all’attività imprenditoriale.

Il suo percorso pubblico si allarga anche al calcio e alla politica locale. Nel 2012 diventa presidente della Virtus Don Bosco, incarico che lascia nel maggio 2015 pur rimanendo nel direttivo. Nell’agosto dello stesso anno assume la presidenza della neonata Virtus Bolzano, nata dalla fusione tra FC Bolzano 1996 e Virtus Don Bosco. Nel 2010 si candida a sindaco di Bolzano sostenuto da una coalizione di centrodestra. La competizione si chiude al primo turno: Oberrauch ottiene il 32,7 per cento dei voti, mentre il sindaco uscente Luigi Spagnolli viene confermato con il 52,4 per cento. La candidatura suscita anche discussioni all’interno dell’area politica che lo sostiene, ma non modifica il legame con la città in cui è nato e ha costruito la propria carriera.

A 61 anni, Robert “Bob” Oberrauch resta così una figura che attraversa più mondi della vita bolzanina: il campione del Bolzano, il capitano azzurro, il dirigente sportivo, l’imprenditore e il candidato alla guida della città. Il suo nome rimane associato soprattutto a una lunga stagione sul ghiaccio, fatta di scudetti, Olimpiadi e di una maglia biancorossa indossata per gran parte della carriera.

Lo  scorso 20 settembre si è tenuta la cerimonia per ritirare ufficialmente quattro numeri di maglia appartenuti a giocatori che hanno fatto la storia dell’HCB: il numero 8 di Rolando “Rolly” Benvenuti, il 19 di Hubert Gasser, il 25 di Martin Pavlu e il 4 di Robert Oberrauch. Quattro numeri, quelli di giocatori e capitani, che per anni sono stati sinonimo di appartenenza, di identità e di un modo di intendere l’hockey che ha attraversato generazioni di tifosi. E sono stati proprio i fans, in occasione della Legends Night del 1° ottobre 2017, ad aver di fatto “nominato” i numeri da ritirare, compreso il 33: la maglia di Gino Pasqualotto era stata infatti la prima a raggiungere il soffitto del Palaonda, in una cerimonia svoltasi il 24 febbraio 2019, pochi mesi prima della prematura scomparsa del grande campione. Questa la motivazione del ritiro della maglia di Robert Oberrauch #4: “The Chief” nasce a Bolzano il 6 novembre 1965 e da “bocia” viene portato per manina al Palafiera di via Roma da Gino Pasqualotto. Debutta in prima squadra nella stagione 1981/82 e dalla successiva vi rimane in pianta stabile. Con qualche piccolo intervallo disputa ben 16 anni in biancorosso, chiudendo la carriera nel 1997/98 dopo 7 stagioni da capitano. Con la maglia dell’HCB conquista 8 scudetti, 1 Trofeo Sei Nazioni e 1 Alpenliga. Nelle fila della Nazionale spiccano le 3 partecipazioni olimpiche (Albertville 1992, Lillehammer 1994, Nagano 1998) e 10 mondiali (6 di Gruppo A), oltre l’onore di indossare la “C” di capitano degli Azzurri dal 1991 al 1998.