Pat Cortina, premiato dalla IIHF per il suo lavoro nello sviluppo dell’hockey internazionale (Credits IIHF)

Certi amori non finiscono: Pat Cortina torna a guidare il Blue Team dopo 23 anni

DiDaniele Magagnin

3 Novembre 2026

Dalla Hall of Fame alla panchina azzurra: Pat Cortina riprende in mano l’Italia. La stagione 2026-2027 e più in generale il nuovo corso della Nazionale italiana di hockey su ghiaccio ha preso ufficialmente il via oggi al Palaonda di Bolzano. Sotto la guida del nuovo head coach Pat Cortina, coadiuvato da Giorgio De Bettin e Diego Scandella, gli azzurri hanno sostenuto il primo allenamento sul ghiaccio: una sessione intensa di quasi due ore mirata a integrare i nuovi meccanismi tattici in un gruppo fortemente rinnovato e giovane.

Per il 62enne tecnico italo-canadese si tratta di un ritorno storico sulla panchina del Blue Team, esattamente 23 anni dopo la sua ultima esperienza. Cortina ha infatti già guidato la Nazionale italiana per tre stagioni, dal 2000 al 2003, portando la squadra a disputare due edizioni dei Campionati Mondiali di Top Division. Recentemente inserito nella Hall of Fame della IIHF nella primavera del 2026, l’allenatore riparte ora con un nuovo ciclo internazionale.

La squadra volerà in Polonia nella mattinata di mercoledì per svolgere un primo allenamento pomeridiano a Sosnowiec, sede del torneo di European Cup of Nations. L’Italia farà il suo esordio ufficiale affrontando in ordine la Gran Bretagna, i padroni di casa della Polonia e l’Ucraina, nei tre match in programma da giovedì 5 a sabato 7 novembre. Tutte le sfide saranno trasmesse in diretta streaming sulla piattaforma FISG.tv.

Il ritorno di Pat Cortina sulla panchina della Nazionale italiana non è solo un cambio di guida tecnica, ma il cerchio che si chiude per uno degli allenatori più stimati e vincenti del panorama hockeistico europeo. Il tecnico italo-canadese, che ha recentemente coronato la propria carriera nella primavera del 2026 con l’ingresso nella prestigiosa Hall of Fame della IIHF e il conferimento del Paul Loicq Award, vanta un percorso straordinario che affonda le radici proprio nel nostro Paese.

Il suo legame con l’Italia calcistica del ghiaccio inizia nei primi anni Novanta come assistente ai Devils Milano, prima di mettersi in luce come capo allenatore alla guida di Fassa, Asiago e Varese. Risale invece all’inizio del millennio la sua prima storica parentesi al timone del Blue Team: tra il 2000 e il 2003, Cortina traghetta la Nazionale attraverso stagioni intense, guidandola a disputare ben due edizioni dei Campionati Mondiali di Top Division.

Dopo quella prima esperienza italiana, la carriera del coach nativo di Montreal si sposta all’estero, trasformandosi in una vera e propria epopea internazionale tra Ungheria e Germania. In terra magiara, Cortina scrive pagine indelebili di storia sportiva, prima conquistando tre scudetti consecutivi con l’Alba Volán e poi compiendo un autentico miracolo con la Nazionale maschile ungherese, riportata nel 2008 nell’élite mondiale dopo un’assenza durata ben settant’anni. Un feeling con l’Ungheria ribadito anni più tardi alla guida della selezione femminile, condotta a una storica promozione nella massima divisione globale nel 2024.

Altrettanto profondo e vincente è il segno lasciato nella DEL, il massimo campionato tedesco. A Monaco di Baviera compie una cavalcata perfetta nel 2010 vincendo Coppa di Germania e campionato di seconda divisione, successi che gli valgono la prestigiosa chiamata come Head Coach della Nazionale maggiore tedesca, guidata nei Mondiali Elite dal 2013 al 2015. Le successive panchine a Schwenningen e a Wolfsburg, con quest’ultima condotta fino alla finale dei playoff della DEL, ne hanno definitivamente consolidato la reputazione di tecnico di caratura mondiale. Oggi, dopo essere rientrato in estate a Fassa come direttore sportivo, Cortina rimette i pattini sul ghiaccio azzurro per guidare un gruppo giovane verso un nuovo e ambizioso ciclo quadriennale.