Giovanni Malagò torna alla guida della Federcalcio, ma questa volta con il ruolo di commissario. È la soluzione, inedita nella storia recente del calcio italiano, adottata oggi dal CONI dopo le settimane di tensione legate alla sua elezione alla presidenza della FIGC. La Giunta nazionale del Comitato olimpico ha votato all’unanimità il commissariamento della Federazione, affidandone la gestione proprio a Malagò. La decisione è stata successivamente ratificata dal Consiglio nazionale del CONI.
Malagò era stato eletto presidente della FIGC lo scorso 22 giugno con il 68,58% dei voti, ma sulla sua elezione erano successivamente emerse questioni legate al mancato tesseramento FIGC al momento della candidatura. Da qui il confronto istituzionale che ha portato alla soluzione odierna.
Il compito del commissario sarà ora quello di accompagnare la Federazione verso nuove elezioni, da celebrare entro il 31 gennaio 2027. Una sorta di passaggio attraverso il quale Malagò lascia formalmente la presidenza per assumere temporaneamente il ruolo di commissario e garantire la continuità della FIGC. «È una vittoria del buonsenso e della logica delle cose», ha commentato Malagò dopo la ratifica, definendo la vicenda «triste e imbarazzante» ma ribadendo di aver sempre avuto «la schiena dritta».
Per il calcio italiano si apre così una nuova fase, con la necessità di arrivare rapidamente a una nuova governance e di affrontare le numerose questioni strutturali che attendono la FIGC.

