Gabriella e Tait

Gabriella Paiatto, 80 anni di lavoro, calcio e cuore

DiDaniele Magagnin

24 Settembre 2026

Una vita con le maniche rimboccate. Prima in lavanderia, poi nel calcio, sempre con la stessa regola: lavorare, lavorare e ancora lavorare. Gabriella Paiatto ha compiuto ieri 80 anni e per chi ha avuto la fortuna di incontrarla lungo il suo cammino non è semplicemente una signora che taglia un traguardo importante. È una figura che appartiene alla storia del calcio bolzanino.

Gabriella è una di quelle persone che il calcio lo hanno vissuto da dentro, lontano dai riflettori, dalle conferenze stampa e dalle copertine, ma con un ruolo fondamentale nella vita quotidiana di una squadra. Perché una società sportiva non è fatta soltanto di giocatori, allenatori e dirigenti. È fatta anche di persone che ogni giorno assicurano che tutto funzioni, spesso chiedendo poco in cambio.

La sua storia parte dal lavoro, quello vero, quello imparato quando ancora la parola sacrificio aveva un significato preciso. Per tanti anni Gabriella ha lavorato in lavanderia. Poi è arrivato il calcio e quella che poteva sembrare una parentesi è diventata una seconda vita. Due figli, con il compianto Andrea spesso al suo fianco a darle una mano dopo il lavoro per coltivare la stessa passione per il calcio.

“La Gabry” per molti anni è stata una colonna dell’FC Bolzano 96 di Franco Murano, occupandosi del magazzino e della lavanderia. Un incarico che racconta già molto della sua personalità: ordine, organizzazione, presenza quotidiana e soprattutto una disponibilità totale nei confronti della squadra.

Poi l’approdo all’FC Südtirol, dove Gabriella è diventata rapidamente molto più di una preziosa collaboratrice. È stata una presenza, un punto di riferimento, una certezza. Per giocatori, tecnici e staff era un po’ la mamma di tutti. Quella mamma capace di preoccuparsi, di aiutare, di dare una mano, ma anche – quando serve – di dire esattamente quello che pensa. Perché Gabriella non è mai stata una donna da mezze parole. Rispetta chi la la rispetta! Ha un carattere d’altri tempi, nel senso migliore del termine. Schiena dritta e via. Se c’è qualcosa che non va, lo dice. Se qualcuno sbaglia, glielo fa notare. Se c’è da lavorare, non si tira indietro. E se c’è da rimboccarsi le maniche, Gabriella è sempre stata in prima fila.

È anche questo il segreto del rispetto che si è conquistata negli anni. Non ha un ruolo scritto su un organigramma, ma una forte credibilità costruita giorno dopo giorno. Con la fatica, con la disponibilità, con la serietà e con quella sua maniera schietta di affrontare le persone e le situazioni.

Nel calcio professionistico, dove spesso tutto corre velocemente e dove i protagonisti cambiano continuamente, ci sono persone che invece rappresentano una sorta di filo conduttore. Gabriella è stata proprio questo: una presenza stabile in un mondo in continuo movimento. Ha visto passare generazioni di calciatori, allenatori, dirigenti e collaboratori. Ha conosciuto momenti belli e momenti difficili, vittorie e sconfitte, promozioni, campionati da costruire e giornate in cui bisognava semplicemente rimettersi al lavoro. E sempre con la stessa filosofia. Lavorare.

Perché Gabriella appartiene a quella generazione che non aveva bisogno di raccontare quanto lavorava. Lo dimostrava. Una indomita lavoratrice, capace di trasformare anche il proprio ruolo apparentemente più semplice in qualcosa di importante per l’intera comunità sportiva. Chi l’ha conosciuta sa che dietro quel carattere forte c’è anche una grande disponibilità umana. Una persona capace di affezionarsi, di preoccuparsi per gli altri, di diventare una presenza familiare. Da qui quel rapporto speciale costruito con tanti ragazzi arrivati a Bolzano per giocare a calcio e che, lontani da casa, trovavano anche in Gabriella una figura rassicurante. Una mamma calcistica, appunto, oltre che una cuoca preziosa.

Gabriella compie 80 anni. Un traguardo che merita di essere celebrato non soltanto per il numero, ma per ciò che rappresenta: 80 anni vissuti senza risparmiarsi, con il lavoro come valore e il calcio come una seconda famiglia. Il capitano biancorosso Fabian Tait ha scelto di festeggiare al suo fianco, perchè al suo fianco lo è da anni, nella buona e nella cattiva sorte, da persona vera e autentica.

E allora gli auguri non possono che essere quelli che probabilmente lei apprezzerebbe di più: pochi fronzoli, tante cose concrete e un grande grazie. Grazie Gabriella, per tutto quello che hai fatto e per come lo hai fatto. Con la tua schiena dritta, il tuo carattere, la tua voce quando c’era qualcosa da dire e quelle maniche sempre pronte a essere rimboccate. Buon 80° compleanno, Gabriella. E soprattutto: avanti così.