Cinque giornate sono poche per emettere sentenze, ma sufficienti per cominciare a leggere il volto di una Serie B che, ancora una volta, promette equilibrio, sorprese e gerarchie tutt’altro che definitive. La prima sosta per gli impegni delle Nazionali arriva con il Palermo solo in vetta a quota 13, davanti alla coppia formata da Südtirol e Mantova a 11, quindi Ascoli e Modena a 10. Un avvio che conferma quanto il campionato cadetto possa cambiare rapidamente volto da una giornata all’altra.
Il Palermo si prende dunque la scena con quattro vittorie e un pareggio, ma parlare già di fuga sarebbe prematuro. Alle sue spalle, infatti, ci sono due realtà che stanno facendo rumore. Il Südtirol, imbattuto dopo cinque partite, ha chiuso la prima parte di questo mini-ciclo con il roboante 4-1 di Arezzo, una vittoria che vale non soltanto tre punti ma anche una significativa iniezione di autostima. La squadra di Davide Possanzini è a quota 11, con tre vittorie e due pareggi, nove gol segnati e appena tre subiti.
E proprio il Südtirol rappresenta, almeno per ora, una delle fotografie più interessanti del campionato. Non tanto per la classifica, ancora inevitabilmente provvisoria, quanto per la capacità di essere rimasto imbattuto affrontando avversari e situazioni differenti. L’ultimo 4-1 di Arezzo ha inoltre mostrato una squadra capace di colpire con continuità: Rispoli, Vasco Lopes, Mixtur e Giorgini hanno costruito una vittoria larga, alla quale ha risposto soltanto Mancuso per i toscani.
Accanto agli altoatesini c’è il Mantova, altra formazione ancora senza sconfitte. Il 2-2 interno con il Pisa ha impedito alla squadra lombarda di restare agganciata al Palermo, ma il punto arrivato al 93′ con Vlahovic ha comunque conservato l’imbattibilità. Tre vittorie e due pareggi raccontano di una partenza estremamente concreta.
Poi c’è il gruppo che insegue, già sufficientemente affollato per rendere praticamente impossibile qualsiasi pronostico: Ascoli e Modena a 10, quindi una lunga fila a quota 7 con Verona, Avellino, Benevento, Cesena, Pisa e Padova. Il Verona, in particolare, ha trovato nel derby con il Vicenza la seconda vittoria stagionale, rimontando da 0-1 a 2-1 grazie alla doppietta di Mosquera. Una vittoria che porta gli scaligeri dentro la zona playoff, almeno in questa fotografia di metà settembre.
Più complicata, invece, la lettura delle squadre che hanno ambizioni importanti ma che per ora navigano nella parte centrale o bassa della graduatoria. Empoli e Arezzo sono a 6, Cremonese, Entella e Vicenza a 5, mentre la Sampdoria è a 4. In fondo, Carrarese è ultima con un solo punto, mentre Catanzaro e Juve Stabia sono ferme a 3, con quest’ultima penalizzata di due punti.
La fotografia dopo cinque giornate, insomma, racconta soprattutto una cosa: la Serie B non ha ancora scelto definitivamente le proprie gerarchie. Il Palermo ha il vantaggio della classifica, Südtirol e Mantova sono le due squadre ancora imbattute immediatamente alle sue spalle, mentre il gruppo da playoff è già molto largo. E proprio questa è la caratteristica che rende il campionato cadetto diverso da molti altri: bastano due vittorie consecutive per trasformare una posizione anonima in una candidatura importante, così come due sconfitte possono far precipitare rapidamente una squadra.
Adesso arriva una sosta lunga: il calendario prevede il ritorno in campo nel weekend del 10-11 ottobre, con la sesta giornata. Saranno tre settimane preziose per recuperare energie, lavorare sugli errori e, soprattutto, capire se le prime cinque giornate hanno rappresentato una semplice fotografia provvisoria oppure l’inizio di qualcosa di più significativo.
Perché in Serie B, come insegna la storia del campionato, la classifica di settembre racconta il presente, ma non necessariamente il futuro. E questa, forse, è la vera bellezza del campionato cadetto.

