Da Gastone Lenzi a Raphael Kofler. In mezzo, generazioni di calciatori che hanno portato il nome dell’Alto Adige sui campi più importanti d’Italia. Il debutto del giovane difensore del Cagliari contro l’Inter non è soltanto una prima volta personale: è il ventesimo capitolo di una storia cominciata nel 1951.
Raphael Kofler aveva 21 anni quando, il 30 agosto 2026, all’Unipol Domus di Cagliari, è entrato nella storia. Al 57’ della sfida contro l’Inter, con i sardi sotto 1-0, il ragazzo di Parcines è entrato in campo al posto di Harry Winks. Trentatré minuti nella massima serie, sufficienti per trasformare un sogno in realtà. Il Cagliari ha perso, ma per Kofler quella serata resterà indimenticabile: è diventato il ventesimo altoatesino a giocare in Serie A.
Nato a Merano il 26 aprile 2005 e cresciuto a Parcines, Kofler ha praticamente costruito tutta la propria crescita calcistica all’interno dell’FC Südtirol. Entrato nel settore giovanile biancorosso a dieci anni, ha attraversato le varie categorie fino ad arrivare alla prima squadra, diventando progressivamente uno dei giovani più interessanti del club. Nella stagione 2025/26, in Serie B, aveva collezionato 28 presenze e tre reti, prima del trasferimento estivo al Cagliari.
Un percorso che ricorda, per certi versi, quello di tanti ragazzi altoatesini partiti dalle società locali per conquistare il grande calcio. Ma Kofler ha anche un piccolo primato simbolico: è il primo altoatesino a debuttare in Serie A con la maglia del Cagliari, proprio la squadra con cui Simon Laner aveva raccolto una parte delle sue 22 presenze nella massima serie tra il 2010 e il 2013.
Da Lenzi a Kofler: venti nomi
La lista racconta più di sette decenni di calcio. Il primo fu Gastone Lenzi, portiere bolzanino classe 1927, che nel 1951 difese la porta del Torino in sette partite. Morì nel 2021 a 93 anni.
Poi arrivarono Giancarlo Sartin, portiere, tre presenze con l’Atalanta nella stagione 1955/56; Bruno Benetti, fratello del più celebre Romeo, che giocò in Serie A con Fiorentina e Messina; Angelo Bertuolo, protagonista con il Foggia; e Antonio “Toni” Pasinato, autentica bandiera del Lecco, con 57 presenze nella massima serie.
Quindi Bruno Capra, il bolzanino campione d’Italia con il Bologna nel 1964, protagonista anche dello storico spareggio-scudetto contro l’Inter. Capra, scomparso nel maggio 2025 a 87 anni, è stato uno dei protagonisti di quella straordinaria squadra rossoblù.
C’è poi Giuseppe Bacher, nato a Ponte Gardena nel 1942, che ha giocato in Serie A con Lecco e Mantova, e Ivan Bertuolo, nato a Laives nel 1947, che ha totalizzato ben 97 presenze in A con Atalanta, Palermo e Mantova.
E ancora Renzo Rossi, il meranese d’adozione soprannominato “Truci”, cresciuto nel Passirio e arrivato a giocare in Serie A con Como, Inter, Lazio e Catanzaro.
Il nome più prestigioso, però, è probabilmente quello di Romeo Benetti. Nato ad Albaredo d’Adige nel 1945 ma cresciuto calcisticamente a Bolzano, Benetti è stato uno dei più grandi centrocampisti italiani della sua generazione. Juventus, Sampdoria, Milan e Roma: 331 presenze in Serie A, due scudetti, una Coppa delle Coppe, una Coppa UEFA e cinque Coppe Italia. E soprattutto 55 presenze in Nazionale e due Mondiali, nel 1974 e nel 1978.
Accanto a lui, nella stessa epoca, Klaus Bachlechner, nato a Brunico nel 1952: Verona, Bologna e Inter, oltre 200 presenze in Serie A e una Coppa Italia conquistata con i nerazzurri. Oggi ha 73 anni.
Negli anni Ottanta c’è Albano Canazza, nato in Brasile ma arrivato a Bolzano a nove anni e cresciuto calcisticamente nel capoluogo, cinque presenze in A con il Como. Poi Hubert Pircher, nato a Bressanone nel 1959, centravanti di Nalles, protagonista per sei stagioni nella massima serie con l’Atalanta e autore di 13 gol.
Negli anni Novanta arrivano Andrea Guerra, bolzanino classe 1972, che debuttò in Serie A con il Verona a 19 anni e raccolse due presenze nella massima serie, e Stefan Schwoch, nato a Bolzano nel 1969, che esordì in Serie A con il Venezia nel 1998, prima di diventare una delle grandi bandiere del Napoli in Serie B.
E poi c’è Gianluca Lamacchi, classe 1974, difensore bolzanino capace di mettere insieme 92 presenze in Serie A, tutte con il Piacenza. Oggi ha 52 anni.
La storia nerazzurra di Paolo Orlandoni
In questa galleria non può mancare Paolo Orlandoni, probabilmente uno degli altoatesini più legati a una grande squadra italiana. Nato a Bolzano il 12 agosto 1972, oggi ha 54 anni ed è uno dei simboli della continuità nerazzurra.
Orlandoni arrivò all’Inter da ragazzo, entrando nel settore giovanile nel 1986. Tornò a Milano nel 2005 come terzo portiere e rimase in prima squadra per sette stagioni, raccogliendo sei presenze ufficiali ma soprattutto diventando una figura fondamentale all’interno dello spogliatoio.
Era il classico “uomo spogliatoio”, quello che magari non finisce sulle prime pagine, ma che un gruppo considera indispensabile. E con l’Inter di José Mourinho visse la stagione più straordinaria: il Triplete del 2010, con campionato, Coppa Italia e Champions League.
Il suo palmarès nerazzurro racconta cinque scudetti, tre Coppe Italia, quattro Supercoppe italiane, una Champions League e un Mondiale per Club. Ma la sua storia con l’Inter non si è fermata alla carriera da calciatore.
Dopo aver appeso i guanti al chiodo, Orlandoni è diventato preparatore dei portieri. Prima la Primavera dell’Inter, poi esperienze al Fenerbahçe, Nantes, Fulham e Sassuolo, fino al ritorno definitivo a casa nerazzurra. Dal 2025 è infatti preparatore dei portieri della prima squadra dell’Inter nello staff di Cristian Chivu, suo ex compagno di squadra.
Una parabola particolare: da terzo portiere del Triplete a tecnico che oggi lavora con i portieri della prima squadra. Un esempio di come, nel calcio, il ruolo possa cambiare ma il legame con una maglia possa rimanere per sempre.
Gli ultimi prima di Kofler
Dopo Orlandoni, la strada verso la Serie A è stata percorsa da Simon Laner, meranese classe 1984, 22 presenze con Cagliari e Verona, e quindi da Manuel De Luca, nato a Bolzano il 17 luglio 1998. L’attaccante ha esordito con la Sampdoria il 13 agosto 2022 contro l’Atalanta e ha successivamente raggiunto le quattro presenze complessive in Serie A.
Poi è arrivato lui, Kofler.
Il ragazzo di Parcines ha seguito una strada che parte da molto lontano. Prima Lenzi, poi i pionieri degli anni Cinquanta e Sessanta, i grandi protagonisti degli anni Settanta, gli uomini della generazione di Orlandoni e Lamacchi, fino ai ragazzi dell’era moderna.
Venti nomi, venti storie diverse, una stessa provenienza.
E adesso, quando a Cagliari si pronuncia il nome di Raphael Kofler, l’Alto Adige ha un nuovo giocatore da aggiungere alla propria piccola, ma significativa, storia della Serie A.
I 20 altoatesini, in ordine storico, sono: Gastone Lenzi, Giancarlo Sartin, Bruno Benetti, Angelo Bertuolo, Antonio Pasinato, Bruno Capra, Giuseppe Bacher, Ivan Bertuolo, Renzo Rossi, Romeo Benetti, Klaus Bachlechner, Albano Canazza, Hubert Pircher, Andrea Guerra, Stefan Schwoch, Gianluca Lamacchi, Paolo Orlandoni, Simon Laner, Manuel De Luca e Raphael Kofler.
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