C’è chi arriva per aprire un nuovo capitolo e chi, quasi senza accorgersene, rischia di finire ai margini di quello stesso libro. È la situazione di Marco Romano Frigerio, classe 2001, uno dei giocatori che più di altri avrebbe potuto rappresentare la continuità e il futuro del Südtirol vista la giovane età e un talento cristallino. Un profilo di spessore, arrivato nel gennaio scorso dal Lecco con tante belle referenze, grandi qualità e un futuro tutto da scrivere in biancorosso, oggi sembra avere un ruolo marginale nel nuovo progetto biancorosso targato Matteo Lovisa e Davide Possanzini.
Il cambiamento annunciato in estate non è stato soltanto una questione di uomini, ma soprattutto di filosofia. Lovisa, presentando il nuovo corso, aveva parlato della necessità di costruire una squadra giovane, ambiziosa e capace di proporre un calcio diverso; Possanzini ha poi chiarito di volere una formazione «propositiva, coraggiosa e intensa», con un’identità riconoscibile. In questo processo di trasformazione, però, qualcuno rischia inevitabilmente di perdere spazio. E tra questi sembra esserci proprio Frigerio.
Il centrocampista è stato a lungo una presenza importante nel gruppo biancorosso, uno di quei giocatori costruiti dentro il percorso del club e legati alla precedente idea di squadra. Oggi, invece, le gerarchie sembrano cambiate. Le scelte tecniche e di mercato hanno progressivamente ridotto gli spazi a disposizione del giocatore, al punto che la sua permanenza non appare più così scontata. Pare essere una conseguenza della rivoluzione silenziosa che sta accompagnando il passaggio dal Südtirol degli ultimi anni al Südtirol immaginato da Lovisa e Possanzini. Lo stesso tecnico, del resto, aveva spiegato che il nuovo ciclo avrebbe comportato cambiamenti profondi: alcuni giocatori sarebbero rimasti, altri avrebbero dovuto lasciare il posto a profili ritenuti più funzionali alla nuova proposta. Frigerio si trova così in una terra di mezzo: ancora sotto contratto e parte della rosa, ma non più al centro del progetto come avrebbe potuto immaginare all’inizio della stagione. Una condizione delicata per un calciatore che ha conosciuto il Südtirol da dentro e che ora deve confrontarsi con una società che ha deciso di cambiare passo. Il paradosso è proprio questo: la nuova era biancorossa nasce anche attraverso il ridimensionamento di alcuni autorevoli protagonisti della vecchia. Nel calcio, quando cambia la filosofia, cambiano anche le caratteristiche ricercate.
E Frigerio, oggi, sembra essere uno dei simboli di questo passaggio. La sua storia con il Südtirol è certamente è entrata in un capitolo diverso. Ora toccherà a lui, con il lavoro e la professionalità che lo hanno sempre contraddistinto, provare a rimettere in discussione gerarchie che sembrano già scritte oppure abbracciare un progetto diverso, altrove. Resta la considerazione che nel calcio, soprattutto alla vigilia di una stagione lunga come quella di Serie B, essere ai margini oggi non significa necessariamente esserlo domani. In questo senso Simone Davi ha dato subito una risposta.
;Marco Romano Frigerio (a dx) con il d.s Paolo Bravo al suo arrivo nel gennaio scorso (Credits FCS)