Simone Giannelli compie oggi 30 anni

Simone Giannelli, i 30 anni di un predestinato

DiDaniele Magagnin

9 Agosto 2026

Dal debutto in Superlega a 17 anni ai gradi di capitano della Nazionale, passando attraverso Olimpiadi, Europei e Mondiali. A 30 anni il palleggiatore bolzanino guarda al futuro senza fare bilanci: «Voglio continuare a divertirmi e giocare ad alto livello»

Trent’anni e una vita intera, o quasi, trascorsa dentro un campo da pallavolo. Simone Giannelli compie oggi 30 anni e lo fa con alle spalle una carriera che, ancora prima di essere arrivata al suo capitolo più maturo, è già entrata nella storia della pallavolo italiana. Nato il 9 agosto 1996, il palleggiatore bolzanino ha esordito in Serie A a soli 17 anni, ai tempi della scuola superiore, il Liceo Scientifico Sportivo G. Toniolo a Bolzano e a 25 è diventato capitano della Nazionale italiana, assumendo la responsabilità di guidare un gruppo che avrebbe conquistato, in rapida successione, l’Europeo del 2021 e il Mondiale del 2022. A questi successi si sono aggiunti l’argento olimpico di Rio 2016, il bronzo europeo del 2015, l’argento continentale del 2023 e un altro oro mondiale nel 2025.

Numeri e medaglie raccontano soltanto una parte della storia. Per Giannelli, infatti, il valore di questi anni non si misura esclusivamente attraverso i trofei sollevati. Il capitano azzurro non ama fare bilanci e preferisce rimandare quel momento a quando arriverà davvero il giorno di appendere le scarpe al chiodo. Quello che sente, però, è soprattutto un profondo senso di gratitudine.

La pallavolo gli ha permesso di vivere esperienze che vanno ben oltre lo sport: dalla partecipazione legata alla fiamma Olimpica alle Olimpiadi di Milano Cortina, fino agli incontri con Papa e Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Occasioni che, insieme alle vittorie, rappresentano per lui il patrimonio più prezioso costruito attraverso il volley. Una carriera vissuta intensamente, dunque, ma senza la volontà di fermarsi a contemplare quanto fatto.

Anche il compleanno arriva in un momento particolare. Dopo l’eliminazione dell’Italia ai quarti di finale della Volleyball Nations League, Giannelli ha finalmente la possibilità di concedersi qualche giorno di riposo al mare e soprattutto di stare con la famiglia. Una situazione quasi insolita per chi è abituato a trascorrere gran parte dell’anno tra allenamenti, partite e impegni con la Nazionale. Proprio la possibilità di recuperare energie e trascorrere tempo con i propri cari rappresenta, per lui, il regalo più bello prima di tornare al lavoro.

La delusione per il risultato della VNL, naturalmente, resta. L’Italia avrebbe voluto andare più avanti, ma il capitano invita a trasformare anche una sconfitta in uno strumento di crescita. Il passaggio a vuoto deve servire per analizzare il sistema di gioco, capire che cosa non ha funzionato e individuare gli aspetti sui quali intervenire. Perché il prossimo grande appuntamento è già all’orizzonte e sarà tutt’altro che semplice.

L’Europeo, ancora una volta, vedrà l’Italia protagonista davanti al proprio pubblico. E per Giannelli sarà un’occasione speciale. Giocare in casa, spiega, rappresenta per qualsiasi atleta una delle esperienze più emozionanti, grazie all’energia che arriva dagli spalti. Ma la prima partita in programma a Napoli, in una cornice come piazza del Plebiscito, avrà un significato ancora più particolare. Il capitano azzurro non nasconde il proprio entusiasmo per la Campania, una regione che ama, e considera l’appuntamento napoletano un’esperienza destinata a rimanere nella memoria.

Sul piano tecnico, Giannelli mantiene invece i piedi ben piantati per terra. L’Italia dovrà concentrarsi prima di tutto su se stessa, sulle proprie caratteristiche e sulla possibilità di migliorare il proprio gioco. Gli avversari saranno di altissimo livello e la Polonia, reduce dal successo nella VNL e al vertice del ranking, rappresenta naturalmente uno dei principali riferimenti. Ma il capitano preferisce non stilare una lista di possibili rivali: la priorità, nella sua visione, deve essere quella di guardare dalla propria parte della rete e costruire le condizioni per affrontare chiunque con la massima competitività.

Da anni ormai Giannelli è l’illuminato e mai domo capitano. Un ruolo che, con il passare del tempo, ha assunto un significato sempre più profondo. Le sue parole oggi hanno un peso diverso rispetto a quando era soltanto uno dei tanti giovani della Nazionale e proprio questa consapevolezza lo spinge a interrogarsi continuamente sul proprio comportamento. Essere leader, per lui, non significa soltanto indicare la strada agli altri, ma soprattutto continuare a lavorare su se stesso.

Il rapporto con i giovani passa quindi dalla capacità di mettersi continuamente in discussione. Giannelli guarda a ciò che può cambiare nel proprio modo di essere e di giocare, cercando di capire come migliorarsi e come svolgere ancora meglio il ruolo che ricopre. Una leadership costruita più sull’esempio che sulle parole, maturata attraverso anni di esperienza internazionale.

E proprio parlando di Nazionale, il capitano allarga idealmente l’invito a tutto il mondo dello sport. Vorrebbe vedere sugli spalti non soltanto i tradizionali appassionati di pallavolo, ma anche altri sportivi e atleti azzurri. La sua idea è quella di una Nazionale sostenuta da un’intera comunità sportiva. Le partite in programma a Napoli, Modena e, eventualmente, Milano dovranno essere accompagnate dall’entusiasmo del pubblico. Perché giocare davanti a palazzetti pieni, sottolinea, significa vivere un’emozione particolare: soffrire e festeggiare insieme, con l’obiettivo di raggiungere nuovi traguardi.

Anche il look del capitano, ormai, fa parte del personaggio. Pizzetto, baffi, capelli lunghi e codino hanno accompagnato diverse fasi della sua carriera, ma per gli Europei Giannelli promette semplicità. Con il caldo dell’estate ha scelto di rasarsi dopo aver portato a lungo i capelli più lunghi. Nessuna trasformazione particolare all’orizzonte, dunque: sarà semplicemente «fresh», scherza, mettendo da parte per una volta il ruolo istituzionale del capitano.

Ma il vero desiderio per i suoi trent’anni è un altro e dice molto dell’uomo prima ancora che dell’atleta. Giannelli vorrebbe continuare a divertirsi giocando a pallavolo, avere accanto le persone che gli vogliono bene e che lo sostengono e continuare a vivere lo sport ai massimi livelli. I trofei sono naturalmente importanti e altri successi lo renderebbero ancora più felice. Ma non sono l’unico metro con cui misurare il futuro.

Perché, arrivato a 30 anni, dopo Olimpiadi, Europei e Mondiali, con i gradi di capitano e aver vissuto una quantità impressionante di esperienze in campo e fuori, Simone Giannelli sembra avere già individuato la sua certezza più importante: continuare a fare ciò che ama, ad altissimo livello, è già di per sé un privilegio. E forse è proprio questa la prospettiva migliore con cui affrontare il prossimo capitolo di una carriera ancora tutta da scrivere.