Giovanni Copioli, presidente FMI (Credits FMI AA)

Il Presidente della FMI Copioli interviene sulla regolamentazione degli eventisportivi motoristici Alto Adige

DiDaniele Magagnin

3 Agosto 2026

Lo scorso 19 giugno la Giunta Provinciale della Provincia Autonoma di Bolzano ha approvato una delibera che vieta l’organizzazione di manifestazioni sportive motoristiche, sia competitive che non competitive, nei territori situati oltre i 1.600 metri di altitudine e lungo alcune specifiche strade del territorio provinciale.

Per manifestazioni sportive si intendono tutte le attività organizzate che, indipendentemente dal carattere agonistico, hanno finalità ludiche, ricreative e di intrattenimento, coinvolgendo sia i partecipanti sia eventuali spettatori. Rientrano pertanto in questa definizione non solo le competizioni, ma anche gli eventi promossi dai Moto Club e da altre realtà associative del settore.

La Federazione Motociclistica Italiana ha espresso la propria posizione attraverso le parole del Presidente Giovanni Copioli: «Accolgo con stupore e preoccupazione questa delibera. In una provincia nella quale il motociclismo rappresenta da sempre un’importante risorsa turistica, capace di attirare appassionati desiderosi di conoscere e valorizzare il territorio, ci troviamo di fronte a un provvedimento che limita l’accesso ad alcune delle strade più rappresentative per i motociclisti. La FMI promuove da anni una cultura del mototurismo sostenibile, fondata sul rispetto dell’ambiente, delle comunità locali e delle regole della circolazione. Il mototurismo genera inoltre significative ricadute economiche e contribuisce alla promozione e alla visibilità di molte aree del nostro Paese. Riteniamo che la norma approvata dalla Giunta Provinciale rappresenti una limitazione della libertà di movimento dei motociclisti e, per questo motivo, la consideriamo una misura ingiustificatamente penalizzante. La Federazione continuerà a promuovere comportamenti responsabili e il pieno rispetto delle regole da parte di tutti gli utenti della strada, ma siamo convinti che la mobilità sostenibile debba essere perseguita attraverso il dialogo e la collaborazione, non mediante provvedimenti restrittivi di questa natura.»