Si è spento a Mosca Mikhail “Misha” Vasiliev, leggenda dell’hockey mondiale e olimpionico

DiDaniele Magagnin

6 Novembre 2026

La notizia è arrivata come un fulmine a ciel sereno nella serata del 5 novembre 2026. Alle ore 21:30 locali (le 19:30 italiane), presso il reparto rianimazione dell’ospedale per “Veterani di Guerra n. 1” a Mosca, si è spento Mikhail Aleksandrovich Vasilyev. Aveva 64 anni. A darne notizia è Marco Marangoni sul quotidiano Alto Adige in edicola oggi e i familiari sul social.

Conosciuto da tutti come “Misha”, l’uomo dal sorriso dolce e indimenticabile, iconico. Come riportano le cronache, ha lottato con estrema riservatezza contro una grave malattia che lo aveva colpito alcuni meis fa. Un male che ha celato dietro a quel suo indimenticabile sorriso. Nelle ultime settimane le sue condizioni si sono aggravate. Lo hanno raggiunto a Mosca la compagna Elena e la figlia Anna, e il figlio Misha jr., ex campione di tennis e oggi titolare di una scuola tennis a Zurigo. Lo hanno raggiunto anche alcuni tra i grandissimi e storicoi amici dai tempi dello storica CSKA.

L’annuncio della sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile che unisce in un unico grande dolore la Russia, l’Italia e l’intero movimento hockeistico internazionale.

Personalmnete mi ha insegnato una grande fetta di storia dell’hockey ai più sconosciuta, mi ha insegnato l’hockey sul ghiaccio di un certo periodo spiegandomi anche una parte dell’affascinate dietro le quinte. Mi ha fatto conoscere granndi campioni, amici suoi e mi ha speiagto tecniche e tattiche, oltre a tanto, tanto altro, che hanno arrichito il mio archivio storico, la mia mente. Misha resta nel mio cuore e nella mia mente, come maetsro, come amico, come saggio padre di un tennista in ascesa, come coach, come memoria storica. Di lui avevo scritto sulle pagine del quotidiano Alto Adige il 20 giugno 2017;

“L’hockey moderno assomiglia molto a quello del “mio” Cska Mosca e alla nazionale dell’Unione Sovietica”. A dirlo è un bolzanino d’adozione, anche se continua a girare il mondo, il “suo” mondo. Lui è Michail Aleksandrovic Vassil’ev, spesso traslitterato in Vassiliev, uno dei grandi dell’hockey dellc Unione Sovietica. A Bolzano ha casa e famiglia, nel mondo dell’hockey, in tutti i paesi dove questo sport conta vanta amici, anzi ex compagni di squadra che hanno fatto la storia del “disco su ghiaccio” e ora occupano posti apicali nella Nhl, come nella Khl o in altre leghe o, addirittura in posti di prestigio in politica, come Fetissov, già ministro dello sport in Russia. Misha Vassiliev nasce a Mosca, l’8 giugno 1962. Lui non lo dirà mai, ma la storia insegna che alla prima squadra del Cska Mosca e poco dopo alla casacca dell’Urss è arrivato sull’onda del rinnovamento dopo una delle più cocenti delusioni dell’hockey sovietico, sconfitto in epoca di “Guerra fredda” dagli Usa nel famoso “Miracolo sul ghiaccio” (Miracle on ice), il nomignolo popolare usato soprattutto negli States per indicare il torneo di hockey su ghiaccio dei XIII Giochi olimpici invernali (Lake Placid 1980), nel quale la squadra statunitense, composta da dilettanti e giocatori universitari (tra questi Mark Pavelich, che poi approdò al Bolzano), conquistò un’improbabile medaglia d’oro.

“Con la maglia del Cska Mosca ho debuttato a 19 anni. Stagione 1981/’82. Una lunga e impegnativa trafila, regole ferree, impegno a tempo pieno, nel senso che si viveva tutti insieme e si lavorava sodo, tutto il giorno, sul ghiaccio e non solo. Giornate piene. Pochi giorni liberi. Full immersion. Iniziai ad allenarmi a 17 ani con la prima squadra. Mi ritagliai ben presto un posto da titolare. Con la squadra dell’Armata Rossa ho giocato fino al 1988, sette stagioni, altrettanti titolo sovietici e altrettante Coppe dei campioni”.

Ala sinistra, stecca sinistra, dal Cska Mosca del colonnello-coach Viktor Tikhonov alla nazionale sovietica gestita dallo stesso tecnico, con il blocco dell’Armata Rossa. “Non è stato certo un passaggio naturale, anzi. Con la nazionale ho vinto l’oro alle Olimpiadi di Sarajevo 1984. Ricordo l’emozione al momento della convocazione per i Giochi. Ci tenevo moltissimo. Di quella squadra facevano parte Biljaletdinov, Chomutov, Drodzeski, Fetissov, Gerassimov, Kassatonov, Kovin, Koschevnikov, Krutov, Larionov, Makarov, Myschkin, Pervuchin, Schepelev, Skvorzov, Starikov, Stelnov, Tumenec, il mitivo portiere Vladislav Tretjak e il sottoscritto. Ho disputato tre mondiali: oro nell’83, argento nell’87, bronzo ’85. Altrettanti titolo europei. Dal 1983 al 1991, la squadra europea meglio classificata al mondiale in una particolare classifica che teneva conto esclusivamente degli incontri disputati tra squadre europee nei gironi preliminari, diveniva campione d’Europa”.

IL RICORDO DELL’HCB

“L’HCB Alto Adige Alperia apprende con profondo dolore la notizia della scomparsa, a soli 64 anni, di Mikhail “Misha” Vassiliev. Un giocatore entrato nella leggenda dell’HCB: giocò per i colori biancorossi dal 1996 al 2001, vincendo tre Scudetti e poi intraprendendo la carriera di allenatore proprio a Bolzano, nel 2003, vincendo in quella veste la Coppa Italia contro i Milano Vipers. Nella sua straordinaria carriera Misha vestì per 7 anni la maglia del CSKA Mosca, vincendo altrettanti titoli e giocando anche per la Nazionale sovietica. Nel 1984 vinse l’oro olimpico a Sarajevo e partecipò anche a tre Mondiali, conquistando un oro (1983), un argento (1987) e un bronzo (1985). La società, la squadra e tutti i collaboratori si stringono intorno alla famiglia di Misha in questo momento di grande dolore. Riposa in pace”.

L’epopea sovietica: il CSKA e la “Sbornaja”

  • 1979: A soli 17 anni, Vasilyev debutta nel leggendario CSKA Mosca, la squadra dell’Armata Rossa guidata dal severo colonnello Viktor Tikhonov. Inizia qui un’era dorata in cui gioca fianco a fianco con miti assoluti del ghiaccio come il portiere Vladislav Tretiak, Viacheslav Fetisov, Alexei Kasatonov, Sergei Makarov e Vladimir Krutov. Con il club moscovita conquisterà ben otto titoli sovietici.
  • 21 aprile 1981: Fa il suo esordio ufficiale con la maglia della Nazionale dell’Unione Sovietica (la storica “Sbornaja” marchiata CCCP) a Vienna, in una vittoria per 4-2 contro la Cecoslovacchia.
  • 1983: Viene consacrato a livello internazionale vincendo l’Oro ai Campionati Mondiali (e l’oro europeo) in Germania. Nello stesso anno viene inserito con merito nella Russian and Soviet Hockey Hall of Fame.
  • Febbraio 1984 – Il trionfo olimpico: Tocca il tetto del mondo ai Giochi Olimpici Invernali di Sarajevo 1984. Vasilyev è tra i protagonisti assoluti della spedizione sovietica che conquista la medaglia d’oro, trascinando la squadra con un bottino di 3 gol e 2 assist in 7 partite d’oro.
  • 1985–1987: Continua a dominare in Europa (oro nel 1985 a Praga e nel 1987 a Vienna) e a vincere medaglie mondiali (bronzo nell’85, argento nell’87). Il 3 maggio 1987 gioca la sua ultima partita ufficiale con la Nazionale ai Mondiali. Chiuderà la sua epopea in Nazionale con un totale di 71 partite e 20 gol.
  • 1989–1990: Disputa la sua ultima stagione in patria militando nelle file del Torpedo Yaroslavl, prima di aprire il suo capitolo italiano.

L’arrivo in Italia e l’amore per Bolzano

  • 1990: Vasilyev si trasferisce in Italia. Il passaggio in Serie A2 all’HC Selva Gardena avviene per una precisa intuizione del dirigente Gino Merler, che lo vuole fortemente in Val Gardena. L’impatto è devastante: “Misha” mette a segno un record di 110 punti in 36 partite alla sua prima stagione.
  • 1992–1994: Compie il salto nella massima serie italiana, trasferendosi in Lombardia per vestire la maglia degli AS Mastini Varese, portando i gialloneri fino alle fasi calde dei playoff scudetto.
  • 1994–1996: Si trasferisce stabilmente a Bolzano, la città di cui si innamorerà profondamente. Firma inizialmente con l’EV Bozen 84 in Serie A2, dove sperimenta con successo il ruolo di allenatore-giocatore.
  • 1996–2001 – Gli anni d’oro con i Foxes: Passa all’HC Bolzano. Diventa l’idolo indiscusso del Palaonda e scrive la storia del club conquistando ben tre scudetti (1997, 1998 e 2000). In questo storico quinquennio trova anche l’amore della sua vita a Bolzano. Compie solo una breve deviazione agonistica nella stagione 1997-98 in Danimarca, giocando per i Rødovre Mighty Bulls, per poi tornare e chiudere la carriera da giocatore a Bolzano nel 2001.

La carriera da allenatore e il legame profondo con l’Italia

  • Dopo il 2001: Smessi i pattini, diventa un tecnico stimato e di carisma. Allena l’HC Bolzano, si sposta in Friuli alla guida del Pontebba e successivamente rientra in Russia. Qui allena diverse selezioni delle Nazionali giovanili russe e club di KHL, tra cui la Torpedo Nižnij Novgorod.
  • Agosto 2023: Durante il ritiro estivo del Torpedo nella foresta sulle rive del Volga, Vasiliev mostrava ancora con immenso orgoglio ai suoi ospiti come sulla tavola dei suoi giocatori russi non mancassero mai la pasta e l’olio d’oliva fatti arrivare direttamente dall’Italia, paese che gli era rimasto per sempre nel cuore.

Misha Vasiliev viene ricordato oggi come un uomo estremamente riservato ma dagli infiniti contatti, una persona generosa, sempre pronta ad aiutare e a risolvere i problemi degli altri. Un signore del ghiaccio e della vita.


Scheda Tecnica e Statistiche di Carriera

StagioneSquadraLegaPresenze (GP)Gol (G)Assist (A)Punti (Pts)Minuti Penalità (PIM)
1979–89CSKA MoscaUSSR2607969148128
1989–90Torpedo YaroslavlUSSR392082828
1990–92HC SelvaITA II62869818453
1992–14AS Mastini VareseITA4125285346
1994–95Torpedo YaroslavlIHL70448
1994–96EV Bozen 84ITA II54835714012
1996–01*HC BolzanoITA9532669852
1997–98Rødovre Mighty BullsDNK3918183665
TOTALECarriera nei Club–597343348691392

*Nota: Le statistiche dell’HC Bolzano includono le stagioni 96/97, 97/98, 98/99, 99/00 e 00/01 tra regular season e playoff.

Palmarès Internazionale in Nazionale (URSS)

  • Giochi Olimpici Invernali: 1 Medaglia d’Oro (Sarajevo 1984)
  • Campionati Mondiali IIHF: 1 Oro (Germania 1983), 1 Argento (Vienna 1987), 1 Bronzo (Praga 1985)
  • Campionati Europei: 3 Medaglie d’Oro (1983, 1985, 1987)
  • Presenze complessive in Nazionale: 71 partite (20 gol totali)
  • Onorificenze: Introdotto nella Russian and Soviet Hockey Hall of Fame (1983)