I tifosi del Catanzaro a Bozlano

Serie B, il pubblico è da Serie A anche se il Druso resta mezzo vuoto

DiDaniele Magagnin

8 Settembre 2026

La terza giornata di Serie B va in archivio con un dato che racconta, ancora una volta, due facce della stessa categoria: da una parte stadi pieni, piazze storiche e una partecipazione che continua a essere uno dei grandi patrimoni della cadetteria; dall’altra realtà territoriali più piccole e non solo, dove il rapporto tra squadra, città e pubblico resta una sfida quotidiana.

In testa alla classifica degli spettatori c’è il derby di grande tradizione tra Palermo e Sampdoria, capace di richiamare al Barbera ben 33.196 persone. Un numero da Serie A, così come impressionante è il dato di Verona-Arezzo, con 16.559 spettatori. Seguono Ascoli-Benevento con 12.997, Modena-Avellino con 11.233 e Cesena-Mantova con 10.709. Sono dunque cinque le partite capaci di superare quota diecimila presenze, a conferma di una Serie B che continua ad avere una forte capacità di attrazione.

La media della giornata si è attestata a 10.572 spettatori per impianto, ma dietro i numeri delle grandi piazze emerge una fotografia molto più articolata. Cremonese-Padova ha portato allo stadio 8.075 persone, mentre Juve Stabia-Pisa si è fermata a 3.735. Poco sopra quota tremila anche Carrarese-Empoli, con 3.444 presenze, e Südtirol-Catanzaro, con 3.317.

In fondo alla graduatoria c’è Entella-Vicenza, con 2.464 spettatori. Un dato che va naturalmente letto tenendo conto della particolare dimensione della realtà ligure: Chiavari conta meno di 28 mila abitanti e l’Entella rappresenta quindi una società inserita in un contesto demografico decisamente più contenuto rispetto alle grandi piazze della Serie B. Il confronto con Palermo, Verona o Ascoli non può essere semplicemente numerico: in questi casi pesa enormemente la dimensione della città e del bacino d’utenza.

Ma proprio per questo il dato del Südtirol merita una riflessione particolare. Con 3.317 spettatori al Druso per la sfida contro il Catanzaro, il club biancorosso è penultimo nella graduatoria degli spettatori della terza giornata – nonostante 500 tifosi ospiti e un numero importante di sostenitori del Catanzaro da diverse zone del Nod Italia e dall’estero – davanti soltanto all’Entella. E qui il discorso non riguarda soltanto la dimensione della città, ma la capacità di una squadra stabilmente in Serie B di costruire nel tempo un rapporto sempre più solido con il proprio territorio.

Bolzano, infatti, è una città ben più grande di Chiavari e il Südtirol rappresenta l’unica società professionistica calcistica della provincia ai massimi livelli nazionali. Il dato del Druso, dunque, non può essere ignorato. Non è un’accusa, ma un indicatore di affetto e simpatia, oltre che di radicamento sul territorio. Per la prossima partita dovrebbero essere distribuiti 500 biglietti a prezzo di favore attraverso una radio partner di lingua tedesca.

Eppure la Serie B dimostra che il pubblico può diventare un autentico valore aggiunto. Le 33.196 presenze di Palermo-Sampdoria, le oltre 16 mila di Verona, le quasi 13 mila di Ascoli e le oltre 10 mila di Modena e Cesena raccontano piazze nelle quali la partita rappresenta ancora un appuntamento collettivo, un rito cittadino. È questo il modello al quale anche le realtà più piccole devono guardare, ciascuna secondo le proprie possibilità.

La terza giornata consegna quindi una Serie B viva sugli spalti, competitiva sul campo e molto diversa da città a città. E dentro questa fotografia il Südtirol resta un caso particolare: protagonista ormai da anni del calcio professionistico, ma ancora alla ricerca di quel salto di qualità nel rapporto con il pubblico che potrebbe trasformare il Druso da semplice teatro delle partite a vera casa della comunità calcistica bolzanina.