La Serie B 2026/27 non è soltanto una sfida sul campo. C’è un altro campionato, quello della passione, che si gioca sugli spalti e che fotografa il rapporto tra le società e le rispettive tifoserie. E la classifica degli abbonamenti aggiornata a oggi, 31 agosto, racconta numeri importanti, con oltre 128 mila tessere già sottoscritte dalle prime 18 società della graduatoria fornita.
In testa c’è la Sampdoria, autentica regina del campionato del tifo con 20.792 abbonamenti. Un dato che conferma quanto sia forte il legame tra il popolo blucerchiato e una squadra che vuole tornare protagonista dopo la retrocessione. La campagna della Sampdoria era partita con prezzi invariati e una forte spinta identitaria, sintetizzata dallo slogan “Mia, tua, nostra”.
Alle spalle dei liguri c’è il Palermo, a 17.004 tessere e soprattutto al sold-out. Il club rosanero aveva fissato a 17.000 il limite massimo iniziale della campagna, poi il dato è arrivato a quota 17.004, a conferma di una piazza che vive con grande entusiasmo il ritorno alla Serie B e le ambizioni della società.
Terzo posto per il Verona, che ha superato quota 11 mila, con lo slogan “Veronesi TUTI quanti”. Una cifra impressionante per una squadra scesa dalla A, ma di cui in terra scaligera si parla e soprattutto si tifa ovunque, nel bene e nel male. Sul podio allargato delle grandi piazze troviamo anche la matricola Ascoli, a 9.285, e un’altra neo promossa, il Vicenza, a 8.474. Proprio i biancorossi rappresentano una delle storie più significative: il ritorno in Serie B ha riacceso una passione che sembrava appartenere ad altre stagioni.
Subito dietro troviamo un gruppo molto compatto: Avellino 7.119, Cesena 7.114 e Pisa 7.096. Tre piazze storiche, tre tifoserie capaci di trasformare lo stadio in un elemento fondamentale del campionato. La Cremonese è a 6.585, il Padova a 6.324, quindi Mantova a 5.705, Arezzo a 5.371 e Modena a 5.350.
Più indietro il Benevento, con 4.845 abbonamenti, quindi Empoli a 3.513. Chiudono la parte della graduatoria già quantificata Carrarese con 1.543, Entella con 1.009 e Catanzaro con appena 748 tessere.
E qui arriva il dato che, in Alto Adige, merita una riflessione particolare: Südtirol e Juve Stabia non hanno ancora un numero indicato nella graduatoria. La fotografia complessiva è comunque molto positiva per la Serie B. Prima dell’inizio del campionato erano già state superate le 118 mila tessere, dato indicato come il più alto dalla nascita della Lega B nel 2009; per la prima volta, inoltre, tre club avevano superato contemporaneamente quota 10 mila. Oggi la graduatoria aggiornata conferma una crescita importante della partecipazione.
Ma i numeri raccontano anche un’altra Serie B: quella delle differenze territoriali. Da una parte ci sono piazze capaci di portare allo stadio 15, 17, 20 mila abbonati; dall’altra realtà dove il rapporto tra squadra e pubblico deve ancora consolidarsi. Non è soltanto una questione di dimensioni della città. È una questione di identità, tradizione, entusiasmo, risultati, prezzi e soprattutto capacità di coinvolgere la comunità.
Per il Südtirol – che non ritiene doveroso comunicare il numero degli abbonati – questo è probabilmente il punto centrale. La società ha costruito negli ultimi anni una realtà stabilmente inserita nel calcio professionistico e la Serie B rappresenta un patrimonio sportivo straordinario. Ma trasformare questo patrimonio in una vera cultura dello stadio dovrebbe essere una delle grandi sfide del club. I risultati sul campo possono aiutare, così come una politica razionale e funzionale di comunicazione e di coinvolgimento capace di avvicinare sempre più famiglie, giovani, scuole e tifosi al Druso attraverso un progetto articolato, strutturato, radicato, duraturo.
La classifica degli abbonamenti, insomma, non assegna punti e non determina promozioni o retrocessioni. Ma dice molto della forza di una piazza. E oggi la Serie B dimostra ancora una volta di avere un grande patrimonio: la passione della gente.
La favolosa curva dell'Hellas Verona