L’ex difensore di Bolzano, Milano, Varese e Feltreghiaccio ha attraversato da protagonista una stagione memorabile dell’hockey italiano. Anni dopo, un legame nato durante il suo lavoro in Romania avrebbe contribuito ad aprire al figlio Nick la strada verso la musica. Una vicenda di sport, incontri e sostegno familiare.
Paolo Casciaro è nato a Bolzano il 9 marzo 1966. Ha cominciato a giocare a hockey nelle giovanili della squadra della sua città e ha poi vestito le maglie del Bolzano, dei Devils Milano, del Varese e del Feltreghiaccio. Difensore, ha indossato anche la maglia della Nazionale italiana, con cui ha disputato 21 incontri.
A Milano fu vicecapitano di una squadra che, tra il 1991 e il 1994, dominò il campionato italiano: i Devils conquistarono tre scudetti e una Alpenliga. Nel 2023, ricordando quell’esperienza, Casciaro parlò dell’ambizione e della generosità che caratterizzavano il presidente Silvio Berlusconi. Ma la storia sportiva di Paolo non si è fermata alle vittorie: l’hockey gli ha lasciato amicizie e ricordi che avrebbero accompagnato anche la vita della sua famiglia.
Uno di questi ricordi è racchiuso nel nome di suo figlio. Nick Casciaro, nato a Bolzano nel 1990, si chiama così in omaggio a Nick Sanza, portiere e compagno di squadra di Paolo, con cui aveva condiviso stagioni importanti a Milano. Un piccolo legame tra il mondo del padre e quello del figlio, che avrebbe scelto una strada diversa: prima il windsurf, poi la musica.
Nick ha trascorso parte della giovinezza a Drena, in Trentino, e ha lavorato come istruttore di windsurf. La televisione gli ha dato le prime occasioni per farsi conoscere: dopo Italia’s Got Talent è entrato nella scuola di Amici 13, arrivando alla fase serale del programma. Nel 2013 Paolo era a Roma con la moglie per assistere a una delle esibizioni del figlio. Nick aveva già affrontato le selezioni di X Factor e, dopo quella esperienza, si era preso una pausa per dedicarsi al windsurf. La musica, però, sarebbe tornata presto a chiamarlo.
La svolta successiva arrivò dalla Romania, ma il primo passo era stato compiuto anni prima da Paolo. Tra la fine degli anni Novanta e l’inizio dei Duemila, Casciaro lavorò nel settore calzaturiero in quel Paese. Quando la fabbrica cambiò destino, racconta Nick, il padre tornò in Italia portando con sé una famiglia rumena e aiutandola a ricominciare. Da quel rapporto arrivò, tempo dopo, il suggerimento di tentare la selezione di X Factor Romania. Un gesto di solidarietà si trasformò così, inaspettatamente, in un’occasione artistica per il figlio.
Quando ricevette la proposta, Nick era in Sardegna, impegnato come performer in un gruppo artistico. Decise comunque di partire per la Romania e presentarsi alle audizioni. Il video del provino raccolse milioni di visualizzazioni online. In un’edizione segnata dalla pandemia, la competizione comportò continui spostamenti tra Italia e Romania e culminò nella finale del 23 dicembre 2021. Nick la vinse, misurandosi con concorrenti che descrisse come talentuosi e di alto livello.
La vittoria non cancellò le difficoltà del mestiere. Nel mondo della musica, raccontava Nick, le occasioni televisive non bastano a costruire una carriera: il lavoro più costante spesso procede lontano dai riflettori. Dopo alcune esperienze deludenti con i manager, il rapporto professionale con il padre diventò per lui un sostegno concreto. «Sto costruendo la mia carriera e lo sto facendo con mio padre», disse, descrivendo una collaborazione fondata sulla fiducia personale e sulla progettualità.
In questa storia il legame tra padre e figlio non è soltanto un dettaglio biografico. Paolo conosce il peso dell’allenamento, della squadra e delle cadute; Nick ha attraversato provini, palchi e ripartenze, cercando una voce e un percorso propri. Le loro strade sono diverse, ma si incontrano nella costanza e nell’appoggio reciproco. Anche il nome di Nick conserva un frammento della vita sportiva del padre: un ricordo del ghiaccio portato con sé fino al palcoscenico.
Il percorso dei Casciaro intreccia così due passioni: quella di Paolo per l’hockey e quella di Nick per la musica. Al centro c’è un incontro inatteso: l’aiuto offerto a una famiglia conosciuta in Romania contribuì a creare il contatto che avrebbe spinto Nick verso una nuova audizione. Non una scorciatoia verso il successo, ma una possibilità nata da una scelta generosa. A volte, nelle storie di famiglia, una porta si apre perché qualcuno, anni prima, aveva deciso di tendere una mano.

