Andrea Pirlo ai tempi della Sampdoria

CT azzurro, su Pirlo pesa il nodo Russia: la FIGC davanti a una scelta delicata

DiDaniele Magagnin

26 Luglio 2026

Il possibile approdo di Andrea Pirlo sulla panchina della Nazionale non è più soltanto una questione tecnica. La candidatura dell’ex campione del mondo si è trasformata in un caso politico e istituzionale che pone la FIGC davanti a una scelta particolarmente delicata.

Nelle ultime ore alcuni esponenti della politica italiana hanno infatti invitato il presidente federale Giovanni Malagò a non procedere con la nomina, richiamando il ruolo di Pirlo come Global Ambassador di una delle principali società russe di scommesse sportive. Un incarico che, nel contesto internazionale segnato dalla guerra in Ucraina e dalle sanzioni nei confronti della Russia, ha inevitabilmente acceso il dibattito sull’opportunità che il commissario tecnico della Nazionale ricopra contemporaneamente un ruolo di rappresentanza per un’azienda russa.

Per il presidente della FIGC si apre così una difficile opera di mediazione. Da una parte c’è la valutazione esclusivamente sportiva di un tecnico che, pur con un percorso ancora giovane, rappresenta uno dei simboli più prestigiosi del calcio italiano. Dall’altra emergono considerazioni di carattere etico, politico e di immagine che travalicano il terreno di gioco e coinvolgono direttamente la Federazione e la Nazionale, da sempre patrimonio dell’intero Paese. È una situazione inedita, che dimostra come il calcio moderno non possa più essere considerato impermeabile alle dinamiche geopolitiche. La scelta del prossimo commissario tecnico non dipenderà soltanto dalle qualità professionali del candidato, ma anche dalla sua capacità di rappresentare, senza ombre o possibili conflitti di opportunità, i valori e l’immagine dell’Italia nel mondo.

La decisione finale, qualunque essa sia, rischia quindi di assumere un significato che va ben oltre il rettangolo verde: sarà anche una scelta di equilibrio istituzionale, chiamata a conciliare autonomia sportiva, sensibilità politica e tutela dell’immagine della Nazionale. Circolano intanto voci circa possibili ripensamenti dai neo dirigenti federali Leonardo e Maldini, che hanno fortemente voluto Pirlo dopo il “no” incassato da Guardiola.